Il grattacielo di Arkhangelsk

Arkhangelsk, Russia

Il profilo illuminato del “Building of Design Organizations” svetta sulle luci invernali di Arkhangelsk.

Nel cuore dell’inverno artico di Arkhangelsk – quando le notti sono lunghe e il freddo avvolge la città – una sottile torre moderna perfora il cielo scuro con la sua presenza luminosa. È il Building of Design Organizations, affettuosamente chiamato “la vysotka” (la “torre” o skyscraper di Arkhangelsk) dagli abitanti, un grattacielo che da decenni domina l’orizzonte urbano come simbolo della città. Oggi, grazie a un audace progetto di illuminazione architettonica, questo edificio iconico risplende nuovamente, trasformando le notti polari in uno spettacolo di luce e rinnovando il dialogo tra architettura e paesaggio urbano.

Un simbolo sovietico tra storia e architettura urbana

Situato nella centrale Piazza Lenin, il Building of Design Organizations fu costruito tra il 1978 e il 1983 per celebrare il 400º anniversario della fondazione di Arkhangelsk.
Con i suoi 24 piani e circa 85 metri di altezza, rimane tuttora l’edificio più alto della città e dell’intera regione di Arkhangelsk. Progettato da un team di architetti sovietici (M. P. Bubnov, V. M. Kibirev, G. F. Kuznecov, I. V. Semejkin e altri) premiati all’epoca con il primo grado dall’Unione degli Architetti dell’URSS, questo grattacielo ha ridefinito il profilo urbano cittadino sin dalla sua inaugurazione. La sua silhouette slanciata unifica infatti l’ensemble architettonico della piazza centrale, conferendo al panorama di Arkhangelsk un tratto espressivo inconfondibile e contribuendo al carattere artistico della città.

In origine l’edificio era destinato ad ospitare vari istituti di progettazione e uffici tecnici statali, funzioni da cui deriva il suo nome ufficiale. Durante il periodo sovietico, al suo interno trovavano posto organizzazioni di design industriale e gli uffici per la gestione delle strutture speciali, mentre dopo gli anni ’90 la “vysotka” è stata riconvertita in edificio per uffici privati e ha accolto sulle sue sommità antenne radio e studi di emittenti locali. 

Nel tempo il grattacielo è entrato nell’immaginario collettivo degli arkhangelesi guadagnandosi soprannomi curiosi come “la matita” o “la candela” per la forma affusolata della sua torre. Già nel 2010 erano state installate delle luci decorative multicolori sulla cima e sull’antenna, primo tentativo di valorizzazione notturna di quello che da molti è considerato un simbolo architettonico della città.

Luce nuova per la “vysotka” nella notte polare

Negli ultimi anni Arkhangelsk ha avviato un vasto programma di ammodernamento dei suoi impianti di illuminazione pubblica, convertendo le vecchie lampade ai vapori di sodio (HPS) in nuove soluzioni a LED ad alta efficienza. In questo contesto, nel 2020 il comune ha affidato a Spacecannon l’incarico di sviluppare un sistema illuminotecnico su misura per ridare vita al suo grattacielo emblematico, illuminandolo interamente dalla base fino alla sommità. L’obiettivo era chiaro: trasformare la vysotka in un faro urbano nelle lunghe notti invernali, valorizzandone l’architettura senza alterarne l’eleganza sobria.

Per questa sfida, Spacecannon ha progettato e realizzato TOWER7, una versione speciale del proiettore architetturale TOWER – il primo searchlight LED della sua categoria – capace di illuminare i 24 piani del grattacielo con precisione ed efficacia. Ogni proiettore TOWER7 emette circa 9000 lumen di luce bianca neutra (4000 K) concentrati in un fascio stretto di appena 2°. Questa luce così focalizzata “dal basso verso l’alto” e “dall’alto verso il basso” aderisce ai piani verticali dell’edificio, disegnandone il profilo architettonico nell’oscurità senza disperdersi verso il cielo artico. La scelta di una luce bianca neutra, in luogo di scenografie multicolori, è stata motivata dal desiderio di enfatizzare la purezza geometrica della torre, facendola emergere come una candela di luce nel paesaggio urbano innevato.

Veduta ravvicinata della torre: sulla copertura sono installati potenti proiettori LED TOWER7 a fascio stretto, capaci di illuminare l’intera facciata verticale dell’edificio.

Dal punto di vista tecnico, l’intero nuovo sistema illuminotecnico è gestito da un controllo digitale all’avanguardia: i proiettori sono connessi via protocollo DMX (con funzioni RDM per il monitoraggio remoto) e integrati nel sistema Clever Light. Ciò consente di programmare e sincronizzare accensioni e giochi di luce personalizzati, adattando l’illuminazione ai diversi scenari notturni e agli eventi cittadini. Nella lunga notte polare del nord, la vysotka può ora animarsi con lighting show discreti ma suggestivi, regalando ai cittadini di Arkhangelsk un riferimento luminoso sempre sotto controllo: un faro moderno che scandisce il ritmo urbano e spezza il buio invernale con eleganza. Significativamente, pur trattandosi di un’installazione di forte impatto visivo, l’uso delle nuove tecnologie LED assicura consumi energetici contenuti e un funzionamento affidabile anche alle rigide temperature subartiche – un connubio virtuoso di estetica e funzionalità, in perfetta linea con i principi della lighting design contemporanea.

Yuri Medvedev: la visione dietro il progetto luminoso

Dietro la rinascita luminosa del grattacielo di Arkhangelsk vi è la firma di Yuri Medvedev, affermato lighting designer russo che ha curato il concept e la supervisione del progetto di illuminazione. Medvedev è co-fondatore e partner del centro di light design “Illuminator” di Mosca, uno dei principali studi specializzati nell’illuminazione architetturale in Russia.
In quasi vent’anni di carriera, il suo lavoro ha spaziato da interventi su larga scala nell’arredo luminoso urbano fino alla valorizzazione di edifici storici e contemporanei di alto profilo. Ha partecipato, ad esempio, alla progettazione dell’illuminazione scenografica dei grandi viali ad anello di Mosca (l’Anello dei Giardini e l’Anello dei Boulevard) e del complesso del Cremlino, contribuendo a ridefinire con la luce il volto notturno della capitale russa. Il suo studio ha firmato inoltre progetti iconici come la suggestiva illuminazione della Cattedrale di Kazan’ a San Pietroburgo e dei grattacieli del centro Moscow-City, tra cui la celebre Torre Federazione, le cui vette illuminate risplendono oggi a chilometri di distanza nel cielo moscovita.

L’approccio di Yuri Medvedev alla luce è allo stesso tempo rigoroso e poetico. Egli concepisce l’illuminazione non solo come una questione tecnica, ma come una componente emozionale e umanistica dell’architettura urbana. Nei suoi interventi, Medvedev privilegia la luce di qualità, dosata con attenzione per valorizzare gli spazi e il benessere delle persone che li vivono, evitando eccessi e spettacolarizzazioni fini a sé stesse. Significativamente, ha spesso criticato la tendenza a “inondare” le città di luci troppo intense e disordinate: a suo dire, l’eccesso di luminosità genera “rumore luminoso” e annulla l’efficacia comunicativa della luce stessa. In un’intervista, Medvedev ha sottolineato che in metropoli come Mosca ormai «è quasi impossibile emergere in un ambiente già saturo di bagliori – per far risaltare un edificio finiamo per illuminarlo ancora di più, innescando un circolo vizioso». La soluzione, secondo lui, sta in un cambio di paradigma: «è tempo di riscoprire i benefici del buio», ovvero di saper spegnere strategicamente alcune luci per far respirare la città e far risaltare ciò che conta davvero. Questa filosofia human-centric traspare anche nel progetto di Arkhangelsk: la nuova illuminazione della vysotka non è un mero sfoggio decorativo, ma un intervento misurato che amplifica l’identità architettonica dell’edificio e al contempo arricchisce l’esperienza urbana dei cittadini.

Luce e architettura in armonia a nord del Circolo Polare

La rinascita illuminotecnica del grattacielo di Arkhangelsk rappresenta un esempio virtuoso di come la luce possa reinventare un’architettura e il suo ruolo nel paesaggio cittadino. Da austero simbolo dell’era sovietica a moderno faro urbano, l’edificio al numero 4 di Piazza Lenin oggi unisce passato e futuro in un racconto di luce. Il progetto firmato Spacecannon, guidato dalla visione di Yuri Medvedev, ha trasformato il grattacielo più a nord della Russia europea in un elemento vivo della città notturna – una presenza luminosa che orienta, ispira e scalda metaforicamente la comunità locale.
In questo dialogo tra illuminazione e architettura si coglie l’essenza del light design contemporaneo: non semplice applicazione di tecnologia, ma atto creativo che esalta l’anima dei luoghi. Arkhangelsk, con le sue lunghe notti e la sua vysotka ritrovata, ne è la dimostrazione splendente. Grazie alla luce, un edificio può trascendere la propria materialità e diventare segno nel territorio, catalizzatore di emozioni e parte integrante del patrimonio identitario di una città. E nel buio dell’inverno del Grande Nord, quella candela di luce che arde silenziosa nel cielo di Arkhangelsk è molto più di un’installazione scenografica: è il simbolo di una comunità che guarda avanti, illuminando il proprio futuro.

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